mercoledì 22 maggio 2013

ORIENTAMENTI SESSUALI di Sylviane Agacinski


La filosofa francese Sylviane Agacinski è autrice di un lungo saggio dal titolo "La metamorfosi della differenza sessuale", pubblicato sulla rivista Vita e Pensiero (Milano, marzo-aprile 2013). Ne pubblichiamo un paragrafo. 
Per leggere (quasi) l'intero saggio vai a:
http://www.scienzaevita.org/rassegne/4992e2aefddacf70d4db86c34511d067.PDF

La diversità degli orientamenti sessuali non sopprime la dualità dei sessi: la conferma, anzi. In effetti, possiamo parlare di orientamenti - eterosessuali, omosessuali o bisessuali - solo se supponiamo fin dall’inizio che esistano almeno due sessi.

Che si desideri l’altro sesso, o che al contrario non lo si possa desiderare, significa che i due sessi non sono equivalenti. L’assenza di equivalenza è confermata anche dalla sofferenza di coloro, maschino femmine, che esprimono un imperativo bisogno di cambiare sesso. La queer theory sostiene però che la differenza sessuale non sia data, che sia in fin dei conti sfumata, forzata e instabile e che i corpi sessuati siano di fatto il prodotto di un insistente “modellamento disciplinare” socialmente imposto.
Gli umani, sessualmente indeterminati o fluidi, sarebbero costretti a piegarsi a norme sociali di genere e a svolgere un ruolo sessuato. Avrebbero così, a posteriori, l’illusione di essere sessuati. Judith Butler può quindi scrivere che “il sesso è una costruzione culturale alla stessa stregua del genere”. Questa riduzione dei sessi ai generi sembra svelare un approccio superficiale ai sessi: superficiale nel senso che resta alla superficie del fenomeno. Se è vero, infatti, che i generi maschile e femminili, cioè gli attributi sociali e culturali dei sessi sono davvero socialmente istituiti, tali attribuzioni non aboliscono la sessuazione che è di un altro ordine. Di che ordine e a che registro appartiene? 





La distinzione di sesso è implicata nelle relazioni sociali, ma non proviene da esse. L’antropologa Françoise Héritier sottolinea giustamente che è la fecondità a fondare la distinzione maschile/femminile: Dirò, nello stesso senso, e in modo appena diverso, che la distinzione maschio/femmina si basa sullo schema della generazione. Essa dipende da una differenza funzionale, messa in gioco nella generazione, e non da un confronto tra gli aspetti o le forme anatomiche degli individui. Ciò che è dato è l’esperienza di una relazione generatrice tra due categorie di individunon equivalenti e non intercambiabili. E’ solo a partire da questa relazione che si possono descrivere certi tratti che caratterizzano sessualmente gli individui. Così, come ha mostrato Gaston Bachelard, è l’ipotesi di una fecondità a suggerire una differenza sessuale. 

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