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mercoledì 6 febbraio 2013

OMOGENITORIALITA' di Anthony-Michele Grieco

Pubblichiamo di seguito alcuni passi del contributo di uno psicanalista, Anthony-Michele Grieco (membro dell'APJL, Toulouse), che esplora il tema dell'omogenitorialità 
anche in una prospettiva storica.
 http://psy.villabella.online.fr/blog/files/ded9df78c3f2dd625a64cd85472c9d6e-9.html

    S’agissant des questions relatives à l’homosexualité, des psychanalystes et des psychiatres ont voulu prendre la parole pour donner leur avis sur la question. Pourquoi pas en effet mais sans doute faut-il, pour éclairer ce débat, revenir quelques années en arrière, soit une cinquantaine d’années environ, pour mieux en saisir les enjeux. Allez, si les psychanalystes laissaient entendre que finalement ne va pas de soi, ne seraient-ils pas fondés à le faire et à poser par là même quelques interrogations sur le fonctionnement de notre société ? 
    Dans ces années la question de l’homosexualité se posait pour les analystes en termes de perversion et d’indication de la cure. Comme l’expérience avait largement démontré qu’un homosexuel persistait dans ses choix quelles que soient les modalités de la cure, l’engager dans cette aventure paraissait pour le moins risqué pour l’un comme pour l’autre. Et comme à cette époque les analystes parlaient encore indication, ayant en tête les limites de leur art, les homosexuels étaient généralement absents des divans.
     C’est sans doute à Jacques Lacan et à ses « élèves » que l’on doit les premières ouvertures dans ce domaine et l’apparition conséquente d’analystes eux-mêmes homosexuels.   


     Ce changement radical de perspective était cohérent avec une modification de la finalité de la cure elle–même celle-ci visant non plus à obtenir un changement dans le choix d’objet sexuel mais plutôt s’efforçant d’entendre dans la parole du patient la problématique inconsciente dans laquelle l’homosexualité entrait seulement comme l’une des composantes mais pas la seule et pas nécessairement la plus importante.

venerdì 18 gennaio 2013

LE NUOVE IDENTITA' SENZA MASCHERE

Il 2007, per decisione del Parlamento Europeo, è stato l’anno europeo delle pari opportunità per tutti. Pochi in realtà hanno compreso il significato di questo evento e pochi sanno che la burocrazia di Bruxelles continua a lavorare per creare “una società più giusta”, lavoro che dovrebbe giungere in porto nel 2016 con le nuove carte d’identità personali in cui il termine sesso sarà sostituito dalla più moderna dizione IG (identità di genere). Pochi sanno che la decisione di adottare la “moderna” prospettiva di genere è stata il frutto dell’applicazione dei “Principi di Yogyakarta”, principi che intendono applicare le leggi internazionali sui diritti umani in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere. (di Dina Nerozzi) - prosegue...




lunedì 14 gennaio 2013

OMOSESSUALISMO E MUTAMENTO ANTROPOLOGICO di Giancarlo Ricci


Indiscutibilmente ci affacciamo sulla soglia di un mutamento antropologico. Mettere in discussione radicalmente la differenza tra i sessi, ritenuto uno dei pilastri simbolici del funzionamento della nostra civiltà, comporta conseguentemente una serie di mutazioni di altri statuti simbolici quali la famiglia, la filiazione, l’identità sessuale, la funzione di padre e di madre, lo statuto di figlio. Mai quanto oggi lo scientismo e in particolare le biotecnologie promettono di poter varcare ogni limite umano e di poter trasformare il corpo in una macchina perfetta. L’ideologia di genere fa propria questa visione, fornendo il corrispettivo immaginario secondo cui un corpo potrebbe assumere qualsiasi identità di genere pur di realizzare il fantasma del godimento perfetto. 
A questo punto e dato questo scenario sociale che cosa rimane implicato nel sintomo dell’omosessualità? Quali fili annodano in termini antropologici e culturali la questione dell’omosessualità con i nostri tempi? 



La prima implicazione, forse la più densa, sorge da una constatazione: la diffusione dell’omosessualità procede di pari passo con il declino della funzione del padre nelle società a capitalismo avanzato. Là dove la funzione paterna viene svilita o messa al bando, si affaccia la possibilità di una sessualità senza legge simbolica e senza limiti. Come si coniugano allora nei vari contesti sociali, soggettivi e nella relazione con l’altro, le logiche dell’identificazione e della formazione dell’identità di genere? E’ il regno in cui, in materia di identità di genere, tutto è possibile, come indica la sigla acronima LGBT che contiene le varie combinatorie: lesbica, gay, bisessuale, transessuale