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sabato 7 marzo 2015

L'IDEOLOGIA TOTALITARIA DEL GENDER. Intervista a TONY ANATRELLA

Intervista a Tony Anatrella (sociologo e psicanalista), autore di IL REGNO DI NARCISO (Ed. San Paolo). L'intervista, a cura di Luciano Moia, è uscita con il titolo "Sconvolgere l'identità sessuale è premessa per le ideologie totalitarie" presso l'Avvenire del 28.2.15. 
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«Una deriva culturale, sostenuta da una lobby intellettuale e politica potentissima, che rischia di minare alle radici le basi stesse della civiltà occidentale. Opporsi e reagire dovrebbe essere compito di tutte le persone di buona volontà ». Lo sostiene monsignor Tony Anatrella, sacerdote e psicanalista francese, tra i massimi studiosi mondiali del 'rischio gender', autore di numerosi saggi sul tema. Ieri sera, al Centro culturale di Milano, ne ha presentati due, gli ultimi tradotti in italiano, La teoria del gender e l’origine dell’omosessualità e Il regno di Narciso, entrambi pubblicati dalla San Paolo. 

Più volte lei ha sostenuto che all’origine del 'gender' c’è una grande bugia: pretendere cioè che l’identità sessuale si possa cambiare a piacimento, secondo una prospettiva immaginaria che non tiene conto del dato biologico. Perché è pericoloso incoraggiare questa convinzione? 
Perché si rischia di creare le condizioni per un’immaturità diffusa della società. E se la società si 'infantilizza', va incontro ad un inevitabile arretramento e si disgrega. Quindi la convivenza sociale diventerebbe più difficile per tutti. Ci si illude di costruire libertà e invece si apre la strada al totalitarismo. 
Un quadro a tinte fosche. Il 'gender' potrebbe davvero innescare questo imbarbarimento collettivo? 
Senz’altro. Perché se noi pretendiamo di costruire la società sulla base delle pulsioni più elementari, senza tenere conto della differenza sessuale maschilefemminile, noi costruiamo un’ideologia completamente sganciata dalla realtà. E i danni causati dalle ideologie nella storia dell’uomo sono ben noti.
Lei ha spiegato che questo pensiero perverso, sorto nei Paesi occidentali, sta contaminando anche l’Asia e l’Africa. Ma quali sono concretamente i problemi che potrebbero derivare dalla diffusione di queste teorie? 
Il 'gender' è l’arma più efficace per destabilizzare le famiglie perché, sulla base di un falso egualitarismo, frutto di un femminismo malinteso, pretendere di escludere l’uomo da qualsiasi decisione in merito alla maternità. Il 'gender' è il preludio per far passare autentici attentati sociali, come la cosiddetta 'pianificazione familiare', cioè la cultura dell’aborto come mezzo di controllo delle nascite, imposta con la forza economica dei grandi organismi internazionali. 

mercoledì 18 febbraio 2015

IL REGNO DI NARCISO E L'OMOSESSUALISMO. Di Tony Anatrella

Nel libro Regno di Narciso (Ed. San Paolo), immagine evocativa della società contemporanea, Tony Anatrella esplora le implicazioni dell’omosessualismo nella struttura sociale contemporanea. Ne riproduciamo un passo. 

La presentazione del libro si svolge a Milano, 
venerdì 27 febbraio alle ore 21 
presso il Centro Culturale di Milano, in via Zebedia 2 (MM Duomo o Missori). 
Con Tony ANATRELLA, Marco INVERNIZZI, Giancarlo RICCI. 

“Ci troviamo in una società narcisista e individualista che distrugge il legame sociale, assecondando il ritmo delle rivendicazioni soggettive e di particolari gruppi di pressione. Il senso dell’interesse generale viene cancellato, a vantaggio di esigenze centrate unicamente su di sé. Una società narcisista non può produrre altro che comunitarismo e indistinzione, quando perde il senso dell’alterità e il senso delle leggi oggettive che consentono a ciascuna personalità di differenziarsi e al legame sociale di svilupparsi. 
La rivendicazione del matrimonio e dell’adozione da parte di persone dello stesso sesso fa parte di questa mentalità narcisistica, nella quale si crede che ogni cittadino debba poter disporre degli stessi diritti degli altri, indipendentemente dalla situazione di ciascuno.

E’ possibile che l’omosessualità contribuisca alla definizione della coppia e della famiglia? Alcuni lo pensano e rimettono in discussione l’organizzazione della società, che poggia, in parte, sul legame coniugale e familiare stretto tra un uomo e una donna. Questi propongono di ridefinire tale legame a partire dagli orientamenti sessuali (omosessualità, travestitismo, transessualità, ecc.) e di abbandonare il principio universale e oggettivo della differenza sessuale. Qualunque sia l’origine della prevalenza di un orientamento sessuali sull’identità sessuale, la domanda che si pone è sapere a partire da quale forma di legame sessuale, da quale tipo di sessualità, la società si organizzi. Come si può concepire che un orientamento sessuale possa essere una fonte di legame sociale e di diritti particolari?”.