Pubblichiamo alcuni estratti dell'articolo di
Assuntina Morresi uscito su IL FOGLIO del 1 marzo
dal titolo FIGLI IN PROVETTA DI TRE GENITORI
Assuntina Morresi uscito su IL FOGLIO del 1 marzo
dal titolo FIGLI IN PROVETTA DI TRE GENITORI
La teoria gender, il modo con cui viene imposta a livello internazionale nelle varie istituzioni e agenzie, il modo con cui viene sostenuta e finanziata dalle corporation e dalle multinazionali, è l'indice di qualcos'altro di cui nessuno parla. La teoria gender, con la sua agenda sul genere e con una continua compagna mediatica sulla libertà e sui diritti sessuali, apre la strada agli scenari della biotecnologia.
Staccando la differenza sessuale dagli statuti di padre, madre e figlio, prospetta una scenario in cui viene realizzato il sogno uniformante della biopolitica. Ha ragione la psicanalista Veronique Hervouet nell'affermare che "l'omosessualismo è il cavallo di troia del neoliberalismo" (Giancarlo Ricci).
Dall'articolo di Assuntina Morresi:
"Il copione, insomma, è sempre lo stesso: in nome di ipotetiche terapie per patologie attualmente incurabili, si cerca di far accettare dall’opinione pubblica, e di far autorizzare giuridicamente, qualsiasi esperimento tecnicamente realizzabile sugli esseri umani, nel tentativo di ridisegnarne i tratti fondanti.
Il presunto fine è, in questo caso, impedire la trasmissione di alcune malattie ereditarie, dovute ad anomalie del Dna mitocondriale; il mezzo è la modifica delle linee germinali umane e la creazione di esseri umani con un Dna inesistente in natura, proveniente da tre persone. Ma il vero fine è saggiare l’onnipotenza della tecnoscienza, costi quel che costi.
(...) Già esistono persone, al mondo, con un patrimonio genetico modificato, fatte nascere in esperimenti che meriterebbero una stigmatizzazione innanzitutto da parte della comunità scientifica e medica, per il fatto stesso di essere stati condotti. Di queste persone sarebbe importante conoscere le sorti e lo stato di salute.
E’ inoltre evidente più che mai l’estrema vulnerabilità di tante coppie che accedono alle tecniche di fecondazione assistita, e la difficoltà, da parte di chi ne avrebbe il dovere e/o la competenza, nel monitorare quel che sta accadendo.
La terza è che ancora una volta si copre, con la scusa di nuove terapie, il tentativo di ridisegnare in laboratorio esseri umani, manipolandoli nei primissimi istanti della loro esistenza, spesso senza conoscere neppure le conseguenze e i rischi di quelle manipolazioni".
Il presunto fine è, in questo caso, impedire la trasmissione di alcune malattie ereditarie, dovute ad anomalie del Dna mitocondriale; il mezzo è la modifica delle linee germinali umane e la creazione di esseri umani con un Dna inesistente in natura, proveniente da tre persone. Ma il vero fine è saggiare l’onnipotenza della tecnoscienza, costi quel che costi.
(...) Già esistono persone, al mondo, con un patrimonio genetico modificato, fatte nascere in esperimenti che meriterebbero una stigmatizzazione innanzitutto da parte della comunità scientifica e medica, per il fatto stesso di essere stati condotti. Di queste persone sarebbe importante conoscere le sorti e lo stato di salute.
E’ inoltre evidente più che mai l’estrema vulnerabilità di tante coppie che accedono alle tecniche di fecondazione assistita, e la difficoltà, da parte di chi ne avrebbe il dovere e/o la competenza, nel monitorare quel che sta accadendo.
La terza è che ancora una volta si copre, con la scusa di nuove terapie, il tentativo di ridisegnare in laboratorio esseri umani, manipolandoli nei primissimi istanti della loro esistenza, spesso senza conoscere neppure le conseguenze e i rischi di quelle manipolazioni".
L'articolo completo di Morresi:
